Tribunale Genova, 20.01.2011: Le spese di riparazione delle tubazioni orizzontali dell'impianto fognario non vanno ripartite per quote uguali

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Categoria Fogna

G.O.T. Dott.ssa Chiara Daniela Fioravanti

In tema di condominio le spese di riparazione delle tubazioni orizzontali dell'impianto fognario, in assenza di convenzione in deroga al dettato codicistico, devono ritenersi disciplinate dall'art. 1123 c.c. e non vanno ripartite per quote uguali

Infatti le parti dell'edificio - muri e tetti (art. 1117 n. 1 cod. civ.) - ovvero le opere ed i manufatti - fognature, canali di scarico e simili (art. 1117 n. 3 cod. civ.) - deputati a preservare l'edificio condominiale dagli agenti atmosferici e dalle infiltrazioni d'acqua, piovana o sotterranea, rientrano, per la loro funzione, fra le cose comuni, le spese per la cui conservazione sono assoggettate alla ripartizione in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive ai sensi della prima parte dell'art. 1123 cod. civ., e non rientrano, per contro, fra quelle parti suscettibili di destinazione al servizio dei condomini in misura diversa ovvero al godimento di alcuni condomini e non di altri (art. 1123, secondo e terzo comma cod. civ.).

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SVOLGIMENTO DEL PROCESSO - MOTIVI DELLA DECISIONE

1) L'impugnazione della delibera condominiale in data 21.1.2009 (prod. 1) proposta dai Sigg.ri Cl. appare fondata e deve essere accolta.

Più specificamente con l'odierno procedimento i Sigg.ri Cl.Fr. e An., condomini del civ. 12 di Via (...) in Genova, hanno ritenuto di evocare in giudizio il predetto Condominio al fine di sentir dichiarare illegittima e/o annullare la delibera con cui l'assemblea condominiale in data 21.9.2009 approva il consuntivo es 2008.

In particolare parte attrice lamenta come siano state poste a suo carico anche le spese di rifacimento del pavimento del cavedio atteso che il proprio immobile, costituito da un negozio contraddistinto dal n. 62 r., sarebbe del tutto autonomo e non collegato a tale cavedio, con la conseguenza che non dovrebbero gravare su parte attrice le spese di manutenzione di esso, avuto riguardo all'art. 1123 comma 2 c.c.

L'impugnazione è fondata.

Ed infatti se è vero che il cavedio - talora denominato chiostrina, vanella o pozzo luce - è un cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell'edificio comune, destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari (quali ad esempio bagni, disimpegni, servizi), e perciò sottoposto al medesimo regime giuridico del cortile, espressamente contemplato dall'art. 1117, n. 1 cod. civ. tra i beni comuni, salvo specifico titolo contrario (Cass. 4350/2000) è altrettanto vero che, nel caso di specie, alla luce di quanto emerso nel corso dell'istruttoria orale, è emerso che il negozio di proprietà attorea non è in alcun modo collegato né collegabile con il cavedio con la conseguenza che le spese di manutenzione della pavimentazione dello stesso non possono essere legittimamente poste a carico di parte attrice che non trae utilità da tale bene, ex art. 1123 uc. c.c.

La delibera pertanto deve essere annullata per tale motivo.

Quanto poi alla doglianza relativa al fatto che sarebbero state illegittimamente ripartite per quote uguali le spese di riparazione delle tubazioni orizzontali dell'impianto fognario, la stessa appare accoglibile atteso che, in assenza di convenzione in deroga al dettato codicistico (e che il Condominio non prova in alcun modo, essendo rimasto contumace), tali spese devono ritenersi disciplinate dall'art. 1123 c.c.

Ed infatti in tema di condominio negli edifici, le parti dell'edificio - muri e tetti (art. 1117 n. 1 cod. civ.) - ovvero le opere ed i manufatti - fognature, canali di scarico e simili (art. 1117 n. 3 cod. civ.) - deputati a preservare l'edificio condominiale dagli agenti atmosferici e dalle infiltrazioni d'acqua, piovana o sotterranea, rientrano, per la loro funzione, fra le cose comuni, le spese per la cui conservazione sono assoggettate alla ripartizione in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive ai sensi della prima parte dell'art. 1123 cod. civ., e non rientrano, per contro, fra quelle parti suscettibili di destinazione al servizio dei condomini in misura diversa ovvero al godimento di alcuni condomini e non di altri (art. 1123, secondo e terzo comma cod. civ. (Cass. 11423/1990).

Anche sotto questo profilo la domanda è fondata.

2) Quanto alle spese di lite le stesse seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c.

P.Q.M.

Il Tribunale di Genova, in composizione monocratica, G.O.T. Dott.ssa Chiara Daniela Fioravanti, definitivamente pronunciando nella causa vertente tra i Sigg.ri Cl.Fr. e Cl.An. (attori) e il Condominio di Via (...) in Genova in persona dell'Amministratore pro tempore (convenuto), disattesa ogni altra eccezione, deduzione e istanza

- annulla la delibera in data 21.1.2009 nei limiti e per le ragioni di cui in parte motiva;

- condanna il convenuto a rifondere agli allori le spese di lite liquidate in Euro 2.057,00 di cui Euro 157,00 per esborsi, Euro 700,00 per diritti ed 1,200.00 per onorari, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge, per le ragioni di cui in parte motiva.

Così deciso in Genova il 20 gennaio 2011.

Depositata in Cancelleria il 20 gennaio 2011.

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